(pubblichiamo qui di seguito il messaggio arrivato al club dal fondatore del progetto RigeneraMI Gianluca Cocca, grazie al quale potrete apprezzare in sintesi quanto e stato fatto e quanto c’è ancora da fare per rendere questo progetto di servizio alla comunità sempre più impattante e sostenibile)

Cari amici del Rotary e del Rotaract,

vi scrivo per condividere un breve recap dei ringraziamenti che RigeneraMI ha ricevuto in questi cinque anni di attività. In queste settimane ho raccolto frasi, email e testimonianze: rileggere nero su bianco l’impatto concreto del progetto mi ha emozionato più di una volta, perché racconta meglio di qualunque numero quanta strada abbiamo fatto insieme. E voglio condividerlo con voi.

Ad oggi siamo a circa 700 dispositivi donati e abbiamo nel mirino il traguardo dei 1.000 dispositivi completamente rigenerati (“Road to 1000”). È importante sottolineare che la nostra non è una semplice consegna di materiale usato: per noi è rigenerazione avanzata, cioè dispositivi controllati, ottimizzati, testati e completi, pronti all’uso, di fatto pari al nuovo.

Tra le tante parole ricevute, vi riporto due estratti che riassumono perfettamente il senso del nostro motto “aiutare chi aiuta”:

  • PizzAut (2025): “Grazie a RigeneraMI per averci portato dei doni da regalare ai nostri ragazzi per sopperire al furto che abbiamo subito.”
  • Progetto Vivere La Vita – Ragusa (2025): “Il sostegno con lo smartphone e il laptop non è stato solo un aiuto materiale, ma un supporto fondamentale… mi ha cambiato la mia vita.”

Per dare valore a tutte queste testimonianze, abbiamo anche aggiornato e riorganizzato la sezione del sito dedicata ai Partner, dove è disponibile un sunto dei ringraziamenti raccolti:
https://www.rigenerami.org/sponsor

Colgo l’occasione per ringraziare di cuore il Rotary e il Rotaract (Distretto 2041, ma non solo), insieme a volontari, aziende e partner che rendono possibile questo lavoro. Senza questa rete, che mette insieme competenze, tempo e fiducia, RigeneraMI non sarebbe arrivata fin qui.

Un caro saluto,

Gianluca Cocca