Nel corso della serata promossa dal nostro club, il socio onorario e storico Angelo Di Summa ha affrontato con rigore storiografico un tema ancora capace di suscitare reazioni irrazionali: il rapporto tra Rotary e Massoneria. Con approccio scientifico, Di Summa ha innanzitutto chiarito come il fondatore del Rotary, Paul Harris, non sia mai stato massone. L’unico documento ufficiale in merito è una lettera del 1937 indirizzata al governatore distrettuale rumeno Agrippa Popescu, nella quale Harris smentì categoricamente ogni appartenenza alla libera muratoria. Lo storico ha inoltre evidenziato come l’eventuale appartenenza massonica di un fondatore non trasformi un’associazione in una sua emanazione — citando istituzioni benemerite come la Croce Rossa o il Pane Quotidiano — e ha ricordato la visione autentica di Harris, che concepì il Rotary come uno spazio laico e pluralista improntato all’amicizia tra persone di qualsiasi orientamento.

Ripercorrendo la genesi delle accuse di “paramassoneria”, Di Summa ha spiegato come il sospetto sia nato quando il Rotary ha iniziato a diffondersi, dopo la Prima Guerra Mondiale, nei paesi a maggioranza cattolica dell’America Latina e dell’Europa continentale. Se negli Stati Uniti la compresenza tra fedi e la presenza della massoneria erano fenomeni sociali ordinari, nel contesto cattolico l’espansione rotariana venne percepita con ostilità dalle gerarchie ecclesiastiche, che vi vedevano un veicolo di americanismo e indifferentismo religioso. Questa tensione sfociò tra il 1928 e il 1929 nei duri attacchi della rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica e nel decreto vaticano (non expedit) che proibiva ai sacerdoti l’iscrizione ai club.

L’analisi si è poi focalizzata sul contesto italiano sotto il regime fascista, evidenziando come l’attacco sferrato nel 1928 dal quotidiano La Tribuna fosse una mossa strumentale del regime per inviare un segnale d’intesa al Vaticano alla vigilia dei Patti Lateranensi. Il superamento dei contrasti con la Chiesa ha richiesto un lungo percorso storico: dai primi colloqui a Roma del presidente internazionale I. B. Sutton nel 1929, fino alle storiche aperture dell’allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini nel 1957 e alla solenne udienza concessa da Papa Giovanni Paolo II nel 1979 durante la Convention di Roma.

In conclusione, Angelo Di Summa ha tracciato il punto di contatto culturale tra le due realtà, individuandolo nel comune modello di sociabilità tipico del fraternalismo americano dell’Ottocento, fondato su filantropia, mutualismo e spirito di servizio. Al contempo, il relatore ha ribadito le differenze sostanziali che separano nettamente il Rotary dalla Massoneria: l’assenza di segretezza, di rituali complessi, di esoterismo e di qualsiasi forma di iniziazione. Come sottolineato nel suo intervento, la storiografia rifiuta le semplificazioni rigide e richiede una comprensione approfondita dei contesti culturali e delle origini ideali di ciascuna istituzione.