L’NH Hotel ha fatto da cornice a un evento straordinario, registrando un secondo sold-out consecutivo che testimonia la vibrante vitalità del Rotary Club Milano Fiera Porta Nuova e l’urgenza dei temi trattati.
La serata, introdotta con calore dal Presidente e moderata con brillantezza da Ming, ha avuto come protagonista Paolo Calori, esperto di risorse umane ed ex rotaractiano, che ha guidato l’uditorio in un’analisi profonda del mondo del lavoro. Non si è trattato di una semplice lezione tecnica, ma di un atto di coraggiosa testimonianza professionale, volto a promuovere quella cultura della professionalità che è il cuore pulsante dell’identità rotariana.

Con uno sguardo lungimirante e informato, Calori ha delineato gli scenari al 2030, attingendo ai report del World Economic Forum e della Banca d’Italia per mostrare come l’intelligenza artificiale stia già ridefinendo i confini dell’occupazione. In un’Italia composta per oltre il 94% da piccole e medie imprese, le sfide sono titaniche: barriere culturali, costi elevati e un preoccupante divario di competenze. Tuttavia, il tono della serata è rimasto ottimista e deciso, evidenziando che, sebbene l’AI possa automatizzare compiti ripetitivi, essa può anche diventare un potente alleato complementare all’ingegno umano, rendendo le nostre organizzazioni più efficienti e competitive.
La narrazione si è fatta compassionevole e sincera nell’affrontare l’impatto sociale della transizione: se settori come la finanza e i servizi vedono una maggiore esposizione al rischio di sostituzione, emerge con forza la necessità di un apprendimento continuo (lifelong learning). Il relatore ha sottolineato l’urgenza di programmi di reskilling e upskilling, richiamando le istituzioni e le aziende alla responsabilità di non lasciare indietro nessuno. È emerso un monito audace: la tecnologia non deve essere un oracolo indiscutibile, ma uno strumento da governare con etica e coscienza critica per evitare che i pregiudizi algoritmici (bias) amplifichino le disuguaglianze esistenti.




Il dibattito che ne è seguito è stato esaltante e coinvolgente, arricchito da aneddoti di vita vissuta che hanno ricordato a tutti come la passione e l’intuizione umana restino insostituibili. Dalle riflessioni sugli “errori” dell’AI nei pareri legali alle storie di giovani talenti assunti per la loro scintilla interiore piuttosto che per un curriculum standardizzato, l’assemblea ha riaffermato con tenacia che l’anima del lavoro non può essere ridotta a una metrica ingegneristica. È stata una lezione di rispetto per l’individuo, dove il confronto tra generazioni ha trovato un punto d’incontro nella necessità di educare i giovani non solo all’uso degli strumenti, ma alla libertà di pensiero.
In conclusione, l’evento ha lanciato un messaggio stimolante e decisivo: la transizione tecnologica è un processo inarrestabile che richiede una coralità d’azione senza precedenti tra scuola, impresa e politica. Il Rotary Club Milano Fiera Porta Nuova si conferma un laboratorio di idee dove la sfida epocale dell’intelligenza artificiale viene affrontata con la consapevolezza che il progresso ha valore solo se è inclusivo e sostenibile. Usciamo da questa serata più consapevoli e pronti a cavalcare il cambiamento, con la certezza che, finché sapremo nutrire la nostra coscienza critica e la nostra umanità, saremo sempre noi a scrivere il futuro.




