Il 4 marzo 2026, presso il Grand Visconti Palace Hotel, si è svolto un Interclub di straordinaria rilevanza istituzionale, nell’ambito dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. L’evento, promosso congiuntamente dai club Milano Arco della PaceMilanofioriMilano OvestMilano Fiera Porta NuovaMilano Villoresi e dal Rotaract Milano Sforza, ha saputo trasformare la dimensione conviviale in un laboratorio di riflessione strategica. Non si è trattato di una semplice celebrazione sportiva, ma della riaffermazione del Rotary come attore sociale capace di declinare l’Olimpismo quale strumento di pace e sviluppo umano. Sotto la spinta della visione del Governatore Riccardo Di Bari, e grazie alla collaborazione attiva dei Distretti 2042 e 2060, l’impegno rotariano è stato inquadrato come un mandato di servizio corale, volto a generare un impatto tangibile e duraturo sul territorio.

Il Progetto “Costruttori di Pace” e la Visione del Distretto

L’anima progettuale della serata è stata svelata attraverso l’iniziativa “Costruttori di Pace”, un’ambiziosa staffetta educativa illustrata da Cesare Sacerdoti. Il progetto ha visto il Rotary protagonista nelle scuole, tracciando un percorso geografico e valoriale che da Milano ha raggiunto Bormio, toccando tappe fondamentali come GarbagnateMonzaLeccoColico e Sondrio. Incontrando oltre 750 studenti, il Distretto ha scelto di non limitarsi all’esaltazione del gesto atletico, ma di affrontare le criticità del contesto scolastico attuale.

Il Rotary risponde agli episodi di violenza giovanile — citando il monito di Sacerdoti sulla necessità di educare prima che si arrivi a “misurare la lunghezza delle lame” nelle scuole — proponendo lo sport come metodo di gestione dei conflitti. Tale impegno ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Regione Lombardia e della Fondazione Milano Cortina, che hanno ufficialmente elevato il progetto a “legacy” (eredità) dei Giochi 2026. Questo patrocinio conferma che il vero valore olimpico risiede nella capacità di formare giovani cittadini capaci di trasformare l’agonismo in dialogo.

Il Camp Olimpico: Un Mosaico di Culture e Amicizia

Il cuore pulsante della serata è stato il Camp Olimpico, presentato con dedizione da Fabrizio Marinaro. Il Camp non è solo un programma di scambio, ma, nelle parole di Marinaro, rappresenta “l’arma positiva” del Rotary per abbattere i conflitti attraverso la conoscenza reciproca. I cinque protagonisti internazionali hanno testimoniato come la rete rotariana sappia creare un senso di appartenenza globale:

  • Nandini (India): Farmacista e rotaractiana di terza generazione, ha commosso la platea dichiarando di sentirsi “al sicuro” in una città sconosciuta solo grazie alla presenza della famiglia rotariana, un legame che trascende i confini geografici.
  • Gustavo (Olanda): Studente di design e attivista per i diritti all’educazione presso una ONG, ha messo a disposizione il suo talento fotografico per documentare l’evento, sognando un futuro alle Nazioni Unite.
  • (Belgio): Ha descritto il Camp come lo strumento che gli ha permesso di uscire dalla propria “comfort zone”, scoprendo nella diversità culturale una nuova chiave di lettura per i suoi studi sulla sostenibilità.
  • Luca (Brasile): A soli 18 anni, ha vissuto un ritorno alle radici visitando Lucca, città natale dei suoi nonni, celebrando il legame indissolubile tra la sua identità brasiliana e le origini italiane.
  • Lorenzo (Germania): Studente di informatica di origini romane, ha condiviso l’impatto profondo di aver provato la scherma paralimpica, comprendendo come il limite fisico possa essere superato attraverso l’innovazione e la forza di volontà.

Queste testimonianze – nelle parole del Governatore Riccardo Di Bari – sono la prova tangibile del motto “Rotary Changes Lives”: lo scambio giovanile non è solo un viaggio, ma una metamorfosi che trasforma ragazzi stranieri in “amici per la vita” e futuri ambasciatori di pace.

Testimonianze d’Eccellenza: Lo Sport come Rinascita e Inclusione

Il panel dei relatori, moderato con maestria dal giornalista Filippo Grassia, ha offerto una narrazione sportiva che ha saputo toccare le corde più intime dell’impegno civile.

Claudia Giordani, leggenda dello sci italiano, ha tracciato un parallelo storico di forte impatto, ricordando l’epoca in cui le discipline femminili erano numericamente penalizzate rispetto a oggi. La sua riflessione ha evidenziato come l’evoluzione dello sport sia lo specchio di un progresso sociale guidato dai valori della Carta Olimpica: eccellenza, amicizia e rispetto.

L’intervento di Daniele Cassioli, un atleta da oltre 100 medaglie totali tra titoli Mondiali, Europei e Italiani, ha rappresentato il culmine emotivo della serata. Cassioli ha descritto la propria cecità non come un vuoto, ma come una condizione che impone di “farsi domande diverse” per trovare nuove soluzioni. Attraverso l’associazione “Real Eyes Sport”, egli ha dimostrato come lo sport sia un acceleratore di autostima. A integrare questo racconto è intervenuta la compagna Giulia, fisiatra, la cui testimonianza ha rivelato come l’incontro professionale e umano con la disabilità sportiva abbia radicalmente cambiato la sua prospettiva lavorativa e personale, spingendola a dedicarsi pienamente alla medicina riabilitativa.

La resilienza descritta da Cassioli e il supporto empatico di Giulia diventano metafore dell’agire rotariano. Ogni socio è chiamato a guardare oltre il limite, trasformando le “cecità” sociali in opportunità di servizio e inclusione.

Lo Scambio di Gagliardetti

La serata si è conclusa con il solenne protocollo rotariano, un momento che ha cristallizzato la coralità dell’azione dei club. L’atmosfera del Grand Visconti Palace Hotel si è riempita di un vibrante orgoglio di appartenenza durante il tradizionale scambio di gagliardetti (pennant exchange).

L’atto cerimoniale ha coinvolto i Presidenti dei Club promotori, il Governatore Riccardo Di Bari, i giovani ospiti del Camp Olimpico e gli illustri relatori Claudia GiordaniDaniele Cassioli e Filippo Grassia. Questo gesto non è stato un semplice atto formale, ma la firma simbolica di un patto generazionale. Il Rotary Club Milano Fiera, unitamente ai club partner, riafferma con questa cronaca il proprio impegno a sostenere i giovani e la pace attraverso lo sport, proiettando i propri valori verso l’orizzonte di Milano Cortina 2026. Il traguardo non è la medaglia, ma l’eredità umana che il Rotary lascerà alla comunità.