Il Rotary Club Milano Fiera Porta Nuova ha vissuto una serata di straordinario spessore culturale dedicata a una delle figure più enigmatiche e poliedriche del Novecento italiano: Carlo Mollino. Protagoniste dell’evento sono state Paola e Rossella Colombari, galleriste di fama internazionale e massime esperte dell’opera molliniana, che hanno guidato i soci alla scoperta di un artista “inclassificabile”, sospeso tra rigore estetico e forme sensuali.

Una dinastia dedicata al bello
L’incontro è stato introdotto ripercorrendo la storia delle sorelle Colombari, discendenti di una storica dinastia di antiquari torinesi attiva dalla fine del Settecento. Paola e Rossella hanno condiviso il racconto del loro esordio pionieristico nel 1980 quando, giovanissime, decisero di staccarsi dall’antiquariato classico per scommettere sul design del dopoguerra, allora definito con il termine (all’epoca nuovo) di “modernariato”.
La riscoperta “karmica” di un genio dimenticato
Il cuore della serata è stato l’avvincente racconto della riscoperta di Mollino, avvenuta quasi per caso nel 1980, sette anni dopo la sua scomparsa. Le sorelle Colombari hanno descritto una vera e propria “caccia al tesoro” iniziata con l’acquisto di un mobile clavicembalo (proveniente da Casa Minola) e culminata nel ritrovamento di un tesoro nascosto: cinquanta mobili originali giacenti nei sotterranei della casa editrice Lattes a Torino.
Questo recupero ha segnato l’inizio di una parabola internazionale che ha portato l’opera di Mollino dalle cantine di Torino ai più grandi musei del mondo, come il MOMA di New York e il Victoria & Albert Museum di Londra. Grazie alla collaborazione con il celebre gallerista Bruno Bischofberger e alla storica asta veneziana del 1985, il valore delle opere di Mollino è passato da poche migliaia di lire a cifre record che oggi superano i 6 milioni di dollari per pezzi unici come la scrivania della casa editrice Lattes.






Mollino: il “Leonardo” del Novecento
Le relatrici hanno delineato il profilo di un uomo dalla cultura immensa, un “piccolo Leonardo da Vinci” capace di eccellere in ambiti apparentemente distanti:
- Architettura: Autore di capolavori come il Teatro Regio di Torino e l’Ippica Torinese.
- Design: Precursore del postmodernismo, capace di creare arredi ispirati alle forme viventi e all’anatomia umana (come il famoso tavolo “dinosauro” o le sedie che richiamano i disegni di Dürer).
- Fotografia: Maestro del ritratto ambientato e delle celebri polaroid erotiche, influenzando giganti come Helmut Newton.
- Passioni estreme: Pilota acrobatico, sciatore esperto e progettista di auto da corsa, come il celebre Bisiluro che gareggiò a Le Mans e oggi è custodito al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Un’eredità da valorizzare
Nonostante Mollino sia oggi il designer più quotato al mondo nelle aste internazionali, Paola e Rossella Colombari hanno sottolineato con rammarico come le istituzioni italiane siano ancora in ritardo nella valorizzazione dei propri geni, spesso celebrati più all’estero che in patria.
La serata si è conclusa con la presentazione del prestigioso volume edito da Rizzoli dedicato al maestro torinese, una biografia narrativa che racchiude quarant’anni di ricerca e passione delle sorelle Colombari. Un dono prezioso che resta a testimonianza di una serata all’insegna dell’eccellenza e dell’orgoglio per il talento italiano.






