Una serata pienamente rotariana: questa, nelle parole del nostro presidente Marco Paini, la sintesi di questa serata conviviale che ha visto avvicendarsi, al cospetto della nostra campana, numerosi interventi di soci ed aspiranti che hanno parlato del Rotary che è stato, del Rotary che è e del Rotary che sarà.

Un Rotary che è stato nell’intervento del nostro socio onorario Angelo Di Summa, che nella sua prolusione dal titolo “1905 – Il Rotary nell’America delle associazioni: le ragioni d’un imprevedibile successo”, ha analizzato la nascita del Rotary nel contesto storico, sociale ed economico degli Stati Uniti di inizio Novecento, evidenziando come il Rotary non sia sorto in modo isolato, ma all’interno di una società americana fortemente segnata dall’associazionismo, dall’individualismo calvinista e dal fermento della classe media emergente.

Di Summa, ai numerosi soci presenti, ha spiegato che il vero successo del Rotary non derivò tanto dai suoi valori – comuni ad altre confraternite e associazioni – quanto dalla capacità di Paul Harris di interpretare il bisogno di etica e cooperazione tra professionisti e imprenditori in un’epoca di capitalismo aggressivo. Il Rotary, unendo amicizia, moralità e responsabilità sociale, divenne così il punto di riferimento di una nuova classe media produttiva e contribuì alla diffusione di un modello economico e civile basato su integrità, servizio e modernità, fino a proporsi come forza di equilibrio e progresso anche a livello internazionale.

Un tema (quello delle nostre radici storico-culturali) che, come è facile immaginare, ha destato l’interesse e la curiosità dei soci, testimoniato dalle numerose domande di ampio respiro poste al nostro relatore, cui sarà dato in futuro ulteriore seguito in occasione di altrettanti incontri conviviali. Al termine del suo intervento, Di Summa ha voluto omaggiare il Governatore Eletto Donatella Bonfatti (presente alla serata) con una copia del suo ultimo libro “Profitto & amicizia. Alle origini dell’identità rotariana (1905-1919)”.

Un Rotary che è, e che continua ad essere, nelle parole del nostro socio onorario Augusto Ferrero, un’occasione per conoscere, per conoscersi e per promuovere azioni meritorie e progetti di grande impatto sociale che richiedono di “essere”, anziché “stare”, all’interno del club. Dalla fondazione del Fiera ai giorni nostri, Augusto ha ripercorso, in una breve carrellata di incarichi, incontri e progetti, il suo excursus rotariano, incoraggiando i soci a trarre il massimo dalla loro esperienza all’interno del club.

E, infine, un Rotary che sarà, rappresentato dai nostri aspiranti soci Arjel Hena e Claudio Verganti, che ci hanno raccontato qualcosa di sé, della propria professione e dei diversi percorsi che li hanno portati a conoscere la nostra associazione e il nostro club.

Al termine della serata, il club ha colto l’occasione per celebrare con un brindisi (anche se con qualche giorno di ritardo) il novantesimo genetliaco del nostro Augusto, che di questi tre Rotary – e del nostro Rotary in particolare – è sintesi e parte ineludibile.