A partire da oggi abbiamo il piacere di condividere con voi gli aggiornamenti su questo progetto umanitario che il nostro club segue con particolare interesse.

Casa Lelia è una struttura situata a Cannara (in provincia di Perugia) che accoglie bambini haitiani. La Fondazione Via Lattea che gestisce il progetto (a supporto dell’opera di Suor Marcella Catozza, missionaria francescana ad Haiti) vuole offrire ai bambini un percorso formativo adeguato alle esigenze culturali del mondo di oggi e ha preso in considerazione la possibilità di aprire una casa di accoglienza di appoggio in Italia.

Un collegamento di speranza tra la realtà haitiana e quella italiana che li prepari ad affrontare la realtà del loro paese, che tenta faticosamente di uscire dalla miseria e dalla violenza, imparando piano piano a costruirsi un futuro diverso nel loro paese.

Un progetto innovativo, coraggioso, che sfida le differenze culturali: Una casa non racchiusa da confini sociali, politici, economici, culturali e religiosi. Una casa nel cuore del carisma francescano, da sempre simbolo di pace; una casa che superi le divisioni che il mondo e la storia oggi ci impongono; una casa aperta all’amicizia, allo scambio, che prepari i bambini a vivere in un mondo globalizzato; una casa in cui i bambini possano crescere sostenuti ed accompagnati in tutti i bisogni che hanno: la salute, la scolarità, le relazioni umane, la dignità; dicendo al mondo che è possibile non fermarsi alle differenze ma costruire su ciò che abbiamo in comune: il cuore che domanda felicità.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito della fondazione all’indirizzo www.fondazionevialattea.org

Ecco il nostro Diario che riprende dopo un lungo silenzio dovuto all’impatto con la fatica dell’adattamento alla nuova avventura che ci ha sorpreso iniziando all’improvviso, proprio nel momento in cui avevamo smesso di cercarla.

La notizia che potevamo restare ci aveva raggiunti inaspettatamente ed è stata dura capire all’improvviso come affrontare questa svolta con 19 bambini che non sanno ancora bene cosa gli sta capitando.

Primo impatto, il problema dell’iscrizione a scuola: la scuola di Cannara, avvertita all’improvviso della nostra presenza, non è riuscita a sostenere le iscrizioni di tutti e diciannove i bambini che avrebbero dovuto essere divisi in più scuole creando una fatica logistica non indifferente, considerando che solo io e Stefano guidiamo e che dividere i bambini in più scuole avrebbe voluto dire sostenere poi rapporti diversi con professori e compagni. Così abbiamo chiesto aiuto e si sono spalancate per noi non solo le porte, ma anche le braccia, delle scuole elementari e medie di Passaggio di Bettona, a pochi chilometri dalla nostra casa.

Solo Chico e Richelo, a causa dell’età, non trovavano possibilità di inserimento. Per loro è iniziata, per ora, una frequenza alla scuola media di Torgiano che sta cercando di aiutarci a dare una formazione a due ragazzini che meritano davvero di farcela.

Il piccolo Roodson sta facendo molta fatica perché è l’unico in classe da solo e questa cosa lo spaventa parecchio. Le maestre si lamentano che non sempre esegue il lavoro da fare in classe ma che anzi, si alza dal suo banco e se ne va in giro per la scuola o prende dei libri dalle mensole e si mette a fare altro o addirittura rubacchia negli zaini dei compagni appesi in corridoio. Ma tornato a casa il pargolo ha vita dura…. e piano piano cerchiamo di accompagnarlo in questo cammino.

In seconda abbiamo invece Jhon Kerry, Mylove e Jesimel, che hanno avuto un avvio in salita ma ora da un paio di settimane si sono stabilizzati e le maestre sono contente a volte addirittura commosse per come li vedono in classe.

Il gruppo più numeroso è quello della terza che vede in formazione: Cassy, Ti Schnaider, Biensè, Dadà, Dina e Gesinord… chi li conosce può capire cosa significhi!!! Un gruppo esplosivo dove emerge una Biensè che, dopo aver iniziato il programma accoglienza che prevede un programma ridotto e limitato per i bambini stranieri, è stata invece passata al programma normale che seguono i bambini italiani in terza elementare e dopo poche settimane è diventata la prima della classe!!! Controbilancia una Cassy per cui dobbiamo chiedere l’insegnante di sostegno, pratica lunga e difficile ma che iniziamo lunedì e un Ti Schnaider che vive navigando a vista interessato a tutto fuorché a quello che la maestra dice; benissimo Gesinord che dopo un periodo di crisi è ora splendidamente partito contento del cammino iniziato. Dina e Dadà sono nel turno prolungato e quindi escono alle quattro del pomeriggio motivo per cui in una settimana…. siamo riusciti a dimenticarle per ben tre volte a scuola e siamo corsi dopo la telefonata della maestra che chiedeva cosa fosse successo!!!

Ed arriviamo in quarta con Rubens, Giokenson, Edson e Shedlen che piano piano affrontano le difficoltà sbuffando ma che camminano.

Ed eccoci ai grandi: Richena, Yonelson e Gwo Schneider in prima media non senza difficoltà visto che Schneider ha terminato in Haiti la prima elementare!!! Un salto non facile e sicuramente la serietà della scuola italiana o comunque la vastità delle materie insegnate li spaventa e li scoraggia. In Haiti il libro di storia avrà venti pagine e parla sempre e solo della storia di Haiti. Confrontarsi qui con la storia del mondo è un bel passo che stanno facendo non senza dolore.

I due moschettieri Chico e Richelo invece sono splendidi! Seri, impegnati, solerti, ce la stanno mettendo tutta e vederli così seri ha toccato i docenti che stanno studiando la forma migliore non per far loro prendere un pezzo di carta a fine anno ma per prepararli ad affrontare uno studio superiore: forse perderanno l’anno ma metteranno le basi per il loro futuro.

In tanti ci stanno aiutando: le famiglie dei bambini della scuola hanno acquistato per noi il materiale didattico richiesto, tanti ci portano cibo e materiale igienico… le stesse maestre arrivano con doni per la nostra piccola comunità ed uno stuolo di dodici volontari copre i pomeriggi nell’aiuto ai compiti ai nostri bambini. Con loro nel mese di novembre cominceremo un cammino insieme per imparare ad aiutare i nostri bambini nella maniera più intelligente ed adeguata possibile.

E poi le feste di compleanno… alcuni dei nostri bimbi sono già stati invitati ai compleanni dei compagni di classe e vivono nuove esperienza trovandosi da soli in ambienti nuovi e con volti nuovi. Ma sono all’altezza della situazione ed i genitori dei festeggiati ringraziano sempre per averli mandati e si complimentano per come sono educati.

E con la scuola è iniziato anche il catechismo nella parrocchia vicino alla scuola in modo che possano trovarsi con gli stessi bambini che già conoscono. Chi si prepara alla prima comunione e chi alla cresima, tranne i piccoli di prima e seconda, il sabato pomeriggio la casa si svuota. Richelo e Chico hanno imparato a raggiungere la chiesa da soli in bicicletta e ne sono molto orgogliosi.

Ma non dimentichiamoci di Isaac, il nostro spagnolo! A Madrid ormai da due mesi, mastica spagnolo e recentemente ha fatto le letture in chiesa durante la recita del Rosario. Sta frequentando la quinta elementare ed ha già avuto il suo permesso di soggiorno grazie agli instancabili Edu ed Inma che con una libertà commovente lo stanno accompagnando giorno dopo giorno.

E domani ci concediamo una pausa: dicono che il termometro passerà i 30 e consigliano gite fuori porta quindi pronti, rispondiamo all’appello e andiamo a fare un bel picnic in cima al Monte Subasio prima che le nebbie autunnali lo facciano sparire dal nostro orizzonte.

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